Autocertificazioni

ultima modifica 07/01/2016 12:59

Le amministrazioni e i gestori di pubblici servizi non possono più chiedere ai cittadini i certificati in tutti i casi in cui si può fare l'autocertificazione.

L'art.15 della L.183/2011 impone a partire dal 1 gennaio 2012 alle pubbliche amministrazioni di accettare dagli utenti solo dichiarazioni sostitutive di certificazioni.

Come stabilito dalla Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione e della Semplificazione n. 14 del 22 dicembre 2011, infatti, gli enti pubblici, così come i gestori di servizi pubblici, non possono più richiedere agli utenti alcun tipo di certificazione che contenga informazioni in possesso di un altro ufficio pubblico. Sono gli stessi utenti, invece, a dover produrre autocertificazioni per dimostrare stati personali o fatti

Ogni cittadino può - sotto la propria responsabilità - sostituire i certificati con una dichiarazione:

  • in carta semplice
  • firmata dall'interessato
  • senza autentica della firma
  • senza bollo

L'autocertificazione può anche essere inviata per posta o fax, o consegnata da un'altra persona.

I soggetti che devono accettare tali dichiarazioni sono:

  • tutte le amministrazioni pubbliche, comprese Scuole, Università, Motorizzazione Civile, Enti Locali (Comune ecc..)
  • i gestori di pubblici servizi nei rapporti con l'utenza, ossia le aziende che hanno in concessione servizi pubblici come trasporti, erogazione di energia, servizio postale, reti telefoniche, ecc.. (ad esempio Enel, Ferrovie dello Stato, Poste)

La richiesta di certificati per gli stati, qualità personali e fatti che possono essere autocertificati da parte delle amministrazioni e dei gestori di servizi pubblici costituirà violazione dei doveri di ufficio. Al posto dei certificati le amministrazioni ed i gestori di servizi pubblici devono accettare le autocertificazioni o acquisire i dati direttamente, facendosi indicare dall'interessato gli elementi necessari.

Per i privati (ad esempio banche, assicurazioni), notai e tribunali accettare l'autocertificazione non è un obbligo, ma una facoltà.

Gli stati, le qualità personali e i fatti che possono essere autocertificati sono:

  • nascita
  • residenza
  • cittadinanza
  • godimento dei diritti civili e politici
  • stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero
  • stato di famiglia
  • esistenza in vita
  • nascita del figlio, morte del coniuge, del genitore, del figlio ecc.
  • tutti i dati contenuti nei registri di stato civile (ad esempio la maternità, la paternità, la separazione o comunione dei beni)
  • iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazione (ad esempio l'iscrizione alla Camera di Commercio)
  • l'appartenenza a ordini professionali
  • titolo di studio, esami sostenuti, ecc.
  • qualifica professionale posseduta
  • titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica posseduti
  • reddito, situazione economica, assolvimento di obblighi contributivi
  • possesso e numero di codice fiscale, di partita IVA e tutti i dati contenuti      nell'anagrafe tributaria
  • stato di disoccupazione
  • qualità di pensionato e categoria di pensione
  • qualità di studente
  • qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di     curatore e simili
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo
  • tutte le situazioni relative all'adempimento degli obblighi militari, comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio
  • non aver riportato condanne penali, non avere procedimenti penali in corso e di non essere sottoposto a misure di sicurezza e prevenzione
  • non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e non aver presentato domanda di concordato
  • vivere a carico di qualcuno